Clipart Torrente
Clipart Torrente


TECNICHE a TORRENTE


Introduzione
Questa sezione è dedicata alle tecniche di pesca eseguibili in torrente o in fiume, che con la tecnologia odierna si sono sviluppate e ampliate dando vita a nuovi metodi di pesca dedicati a tipologie diverse di pesce, queste tecniche le possiamo semplificare in 5 categorie:
- Lo Spinning
- Il Tocco o Fondino
- A Galleggiante
- A Fondo
- A Mosca

Ognuna di queste tecniche implica un attrezzatura adatta ed un ambiente idoneo al tipo di pesca che andremo ad effettuare, per esempio è inutile tentare una pesca a fondo in un torrente con poca acqua e rocce affioranti, in questo caso andremo a prediligere una tecnica quale il Tocco o la Mosca o lo Spinning.



gli Ambienti
I torrenti sono per la loro natura e definizione caratterizzati da un corso d'acqua con portata più o meno forte che crea nel proprio passaggio buche, raschi, cascatelle; passando contro ostacoli naturali quali rocce, alberi sommersi e cespugli oppure contro ostacoli creati dall'uomo quali dighe, pennelli, ponti crea, per forza di escavazione, buche e tane che sono gli habitat ideali per la fauna acquatica.
In base alla tipologia del torrente possiamo trovare in Piemonte acque con una buona presenza di Salmonidi quali Trote Fario, Trote Iridee e Marmorate oppure ciprinidi come il Cavedano, il Barbo, la Carpa e altri pesci meno interessanti dal punto di vista della pesca quali: l'alborella, il gobione, la lasca, il pigo, la savetta, la scardola, questo per citarne alcuni.
In base al tipo di pesce che andremo cercando dobbiamo saper scegliere il luogo ideale e la tecnica adatta per poter avere successo, se volessimo per esempio catturare esemplari di salmonidi dovremmo innanzitutto recarci in torrenti che abbiano le caratteristiche di habitat ideali per la vita di questo pesce e scegliere lungo il torrente i luoghi dove presupponiamo possano esserci in seduta stabile, questi luoghi sono nell'esempio dei salmonidi i tratti di acqua ossigenata come le cascatelle, posando la nostra esca tra la schiuma di queste potremo avere un discreto successo; oppure i posti riparati dal sole come le tane sotto gli alberi o dietro i sassi, lì ci sarà una buona probabilità di imbattersi in qualche bell'esemplare.
Per quanto riguarda i ciprinidi loro preferiscono grosse buche profonde, magari con buone tane dove nascondersi durante le piene invernali, qui con una buona tecnica a passata con galleggiante oppure a fondo avremo la possibilità di stanare qualche bell'esemplare.



Le Tecniche
- Lo Spinning
Lo spinning si è rilevato negli ultimi anni una delle tecniche più efficaci e divertenti da poter utilizzare nei torrenti, vuoi per il fatto che è rientrato ufficialmente come tecnica di pesca no kill e vuoi anche per la semplicità dell'attrezzatura.

> Attrezzatura
La canna
La canna per lo spinning alla trota o al bass o al cavedano deve essere una canna di media potenza 10-30 o 10-40 gr e può essere telescopica o a 2 pezzi (indubbiamente quest'ultima ha un'azione migliore). I modelli più attuali sono fabbricati con composti di grafite, per la maggior parte fibra di vetro e grafite; fra le canne più versatili rientrano sicuramente quelle rivestite da una maglia di fibre di kevlar che conferisce all'attrezzo consistevole resistenza agli shock. Come lunghezza una media misura è la 2,10mt ma possiamo optare anche per misure maggiori in base ai luoghi che andremo a frequentare (per un lago o canale dove vi è la presenza di una folta vegetazione di canneti è preferibile una misura più lunga per poter manovrare l'artificiale al di fuori di questi). Le canne invece definite da baitcasting hanno una lunghezza da 2 metri in giù e sono adatte ai lanci corti e radenti, in ambienti ricchi di vegetazione che si piega sull'acqua e sotto la quale staziona la fauna ittica. Come anelli opteremo per i tipi in carbonio che consentono una maggiore scorrevolezza del filo.
canne spinning
Nell'immagine a fianco abbiamo 3 tipi di canne a spinning:
1) Telescopica a 5 sezioni
2) a 4 sezioni (con un'azione pressochè simile rispetto alla telescopica)
3) a 2 sezioni dove l'unico punto di giuntura è al centro della canna

- l'azione e la potenza espressa in gr la troviamo scritta nella parte bassa della canna (appena sopra all'impugnatura)


Il mulinello
Un buon mulinello deve essere necessariamente robusto, affidabile e garantire un imbobinamento del filo perfetto, senza causare fastidiose parrucche, ottime caratteristiche sono l’imbobinamento a spire incrociate, il rullino scorrifilo anti-abrasione con scanalatura di diametro generoso, cuscinetti a sfere e a rulli di ottima qualità e l’anti-ritorno infinito. Orientatevi su modelli appositi di marche famose, ultimamente offrono modelli molto buoni a prezzi molto competitivi, gia' dai 25 euro. Se possibile scegliete un modello con la doppia bobina, cosi' potrete passare a un filo di diametro diverso a seconda delle necessita'. Nel nostro caso un modello sulla misura 3000 o 4000, che sia ben bilanciato con la canna e' la soluzione migliore.
mulinelli spinning
Nell'immagine a fianco vediamo 2 tipi di mulinelli per lo spinning:
1) a Bobina rotante - normalmente poco usato per la difficoltà di utilizzo (il filo và fermato con il pollice) anche se permette lunghi e precisi lanci
2) a Bobina Fissa - il più comune, in questo caso con frizione anteriore ma possiamo utilizzare anche un modello con frizione posteriore, normalmente la misura più indicata è la 2500  - 3000


Le lenze
la lenza sulla bobina occupa una posizione importante nell'attrezzatura del pescatore a spinning, per lo spinning leggero, che stiamo ora descrivendo, andremo ad optare per un monofilo in Nylon di buona qualità e con poca se non nessuna memoria, (per memoria si intende la capacità del filo a prendere la forma della bobina); poichè la pesca a spinning presuppone un numero consistente di lanci dovremo avere un monofilo che non crei le classiche spirali sulla bobina, questo ci permetterà di effettuare lanci più lunghi e ci eviterà le fastidiose parrucche che si formano sul mulinello. Come diametri potremo iniziare da uno 0,14 per la pesca di cavedani o anche salmonidi in acque abbastanza ferme, fino ad arrivare ad uno 0,22; diametri maggiori implicano una minor scorrevolezza di filo negli anelli della canna e quindi lanci più corti nonchè potrebbero essere visti dal predatore che andremo cacciando.

Gli artificiali
a oggi in commercio esistono diversi tipi di artificiali ma per la pesca in torrente la scelta si racchiude di fatto in tre tipologie principali: cucchiaino rotante del 2 e del 3, minnow dai 5 ai 7cm e piccolo grub siliconico da 2" montato su testa piombata. Per il cucchiaino rotante consiglio sempre i modelli argentati con pallini rossi o neri che hanno una buona visibilità in qualsiasi tipo di acqua, possiamo anche scegliere le misure del 1 o dello 0 per la pesca al cavedano, mentre per la trota sono consigliate le misure del 2 o 3, se la corrente è troppo forte potremo optare per un modello con paletta stretta che farà minor attrito in acqua. I minnow saranno in genere del tipo galleggiante o semiaffondante con colorazioni che riportano ad una piccola alborella o vairone, quindi anche loro argento e neri, la paletta non dovrà essere troppo pronunciata per farsi che l'artificiale non scenda bruscamente onde evitare spiacevoli incagli, con corrente forte potremo scegliere artificiali senza paletta semiaffondanti. I grubs generalmente più usati per il torrente sono del tipo a testa piombata nelle colorazioni bianche o gialle magari con parti luccicanti all'interno, questi andranno fatti saltellare nelle piccole buche tra i sassi dove generalmente si nasconde il predatore.
artificiali spinning
Nell'immagine a fianco vediamo 3 tipi di artificiali per lo spinning:
1) cucchiaini rotanti, ne esistono di varie forme, colorazioni e grammatura, in genere quelli luccicanti sono i più efficaci, per lo spinning alla trota sceglieremo le misure del 2 e del 3, mentre per il cavedano possiamo scendere alla misura dell 1 o dello 0, i modelli con paletta più stretta sono adatti alle forti correnti
2) minnow, anche qui sul mercato ne esistono di diversi tipi: (galleggianti, affondanti, semiaffondanti - con o senza paletta - interi o snodati) per la pesca in torrente, sopratutto con acque trasparenti di concentreremo sui modelli indicati in figura, nelle colorazioni classiche e della misura di 5 o 7 cm, possiamo scegliere colorazioni più accattivanti (rosso o giallo o verde) se l'acqua del torrente si presentasse torbida
3) grubs, è importante scegliere qualcosa che assomigli ad una larva in balia della corrente, i modelli rappresentati in figura sono generalmente i più usati, nella colorazione bianco o giallo, la misura si aggirerà sui 5cm, questi posso essere usati con ami a testa piombata oppure inseriti in ami con terminali di 20/30 cm ed un piombo scorrevole a monte


i Lanci
nello spinning saper lanciare l'artificiale nel posto giusto è fondamentale e questo richiede un buon allenamento ed una discreta tecnica, un lancio sbagliato porta, la maggior parte delle volte, nell'incagliamento dell'artificiale e conseguente perdita dello stesso. Saper invece calibrare la forza e la direzione ci permetterà di posizionare l'esca dove vogliamo cercando lungo il fiume gli spot ideali dove presupponiamo possa esserci il pesce (per esempio dietro le rocce affioranti o sotto i rami di un cespuglio o albero in riva al fiume).
Le tecniche di lancio si dividono in 4 tipologie che vi illustreremo di seguito:
lancio spinning


- Lancio Verticale, è il più comune e viene usati in spazi aperti dove non abbiamo problemi di ostacoli circostanti, con questo lancio raggiungiamo i punti più distanti




- Lancio Orizzontale, viene tipicamente usato per posare l'artificiale sotto i rami di alberi in riva al torrente oppure se nella nostra postazione di lancio esistono ostacoli che ci impediscono un lancio verticale, anche con questo lancio riusciamo a raggiungere lunghe distanze
lancio spinning
- Lancio Rovescio, utilizzato quando vogliamo far passare l'artificiale rasente agli ostacoli presenti sulla riva, molto simile al lancio orizzontale ma questo si effettua dalla parte opposta, tipicamente si raggiungono distanze inferiori rispetto al lancio Verticale e a quello orizzontale

- Lancio Bilanciato o a Pendolo, questo è un lancio di precisione utilizzato per posare l'esca tra gli anfratti vicino alla riva, si raggiungono distanze ravvicinate e viene spesso utilizzato con i grubs in lago per posare l'esca tra i canneti


- Al Tocco o a Fondino
la tecnica al tocco si rileva in torrente quella più redditizia se siamo in cerca di qualche salmonide, la possibilità di adagiare l'esca nei posti più impervi dove presupponiamo possa esserci il pesce facilita notevolmente la cattura anche se in quel momento la nostra preda non è in caccia

> Attrezzatura
La canna
Le canne per la pesca al tocco sono del tipo telescopiche o meglio teleregolabili, di una lunghezza che và da un minimo di 7mt fino ad arrivare a 13mt, una misura ideale è la 8mt con almeno 2, meglio 3 blocchi che ci permettono di utilizzarla a diverse misure; le canne per il tocco hanno un azione di punta che ci consente di sentire anche la più piccola mangiata del pesce,
sono rigide e robuste ad azioni rapide per poter dar la ferrata nel momento giusto.
Requisito fondamentale è la maneggevolezza, la leggerezza e la bilanciatura, una canna ben bilanciata ci permetterà di pescare diverse ore senza accusare il peso della stessa.
A oggi sul mercato esistono diverse marche di teleregolabili, in mio consiglio è sempre quello di provarle prima di affrontare l'acquisto; apriamola tutta per capire il peso, la maneggevolezza e l'azione del cimino, prestiamo attenzione alla curvatura che presenta completamente aperta, una buona canna deve rimanere dritta anche con tutte le sezioni allungate.
canne tocco
Nell'immagine a fianco possiamo vedere la particolarità delle canne teleregolabili, nella foto si notano i 5 blocchi applicati a questo modello che permettono di pescare a 5 lunghezze diverse, ricordiamoci che la teleregolabile con 1 o 2 blocchi chiusi è estremamente più leggera e maneggevole rispetto alla sua apertura totale, questo suggerisce l'acquisto di un modello magari un metro più lungo utilizzato per la maggior parte con 1 o 2 blocchi chiusi per poi essere aperta completamente all'occorrenza nel caso vogliamo raggiungere nascondigli lontani
La parte bassa della canna (il manico) presenta all'interno dei cunei in neoprene che hanno lo scopo di frenare e bloccare la sezione interessata


Il mulinello
Per la pesca al tocco il mulinello non è di certo un elemento primario, spesso vengono usati modelli più simili a recuperatori molto semplici e con poca meccanica, un requisito importante è anche qui la leggerezza, acquistate piccoli modelli leggeri e affidabili, un 1000 va già più che bene per questo utilizzo. I più usati sono quelli a bobina chiusa che ci permettono di evitare spiacevoli parrucche ed ingarbugli, ricordiamo che questo genere di pesca ci porterà generalmente ad infrascarci tra rami ed arbusti, la funzione di un modello a bobina chiusa è anche quella di diminuire gli impigli della lenza durante il nostro passaggio.
Importante è che abbia anche una buona frizione che tareremo ad un livello molto basso per permetterci di allungare la lenza tirando il filo da sopra il mulinello
mulinelli tocco fondino
Nell'immagine a fianco troviamo i tre modelli precedentemente descritti:
1) a bobina chiusa, che per le caratteristiche descritte precedentemente, sono i più utilizzati per la pesca al tocco

2) a bobina fissa, delle dimensione più piccole, un 1000 in questo caso và benissimo, con frizione anteriore o posteriore come in foto

3) Il recuperatore, indicato anche questo nella tecnica al tocco per la sua leggerezza e per la capacità di nascondere il filo in bobina come nei modelli a bobina chiusa; nella foto si nota la povera meccanica che lo compone



Le lenze
la lenza utilizzata in bobina per pesca con la teleregolabile in torrente è in genere un monofilo in nylon dello spessore che va dallo 0,18 allo 0,24, il diametro più utilizzato è certamente lo 0,20, con una buona rottura al carico ed una buona resistenza all'abrasione, caratteristica utile è la colorazione, lenze gialle o rosse ci permettono di tenere costantemente sott'occhio la posizione della nostra esca, cosa fondamentale in questa tecnica; per questa funzione vengono anche utilizzati segnalatori di filo che consistono in piccoli galleggianti applicati sulla lenza.
Per i terminali utilizziamo sempre una proporzione a scalare rispetto alla nostra lenza madre, se per esempio utilizziamo una lenza in bobina dello 0,20 il nostro terminale sarà dello 0,18, possiamo però scendere con lo spessore fino ad arrivare ad uno 0,12 per i pesci più diffidenti.

Gli ami
gli ami normalmente utilizzati sono del tipo a paletta della misura che varia dall'8 al 12, in base al tipo di esca che vogliamo utilizzare dovremo scegliere ami a gambo lungo o corto con curvature più o meno accentuare, se per esempio vorremo utilizzare il verme di terra l'amo sarà rigorosamente del tipo a gambo lungo con curvatura poco accentuata, per le camole da miele và bene un amo con gambo di media misura che riesca però a portare una camola intera per la sua lunghezza, nelle prossime sezioni vedremo anche gli inneschi più utilizzati che ci faranno comprendere meglio la scelta dell'amo

I piombi
per la pesca al tocco la grammatura e la forma del piombo è molto importante, ricordiamoci che dovremo pescare sotto la corrente, negli anfratti e a ridosso di cascatelle, in questi luoghi il salmonide risiede stazionario adagiandosi sul fondo, dovremo quindi rapportare la grammatura della nostra montatura alla portata d'acqua del torrente per far sì che la nostra esca passi rasente al fondo. Esistono varie tipologia di piombatura: - la corona, consiste in una serie di pallini di uguale grammatura o diversi, applicati ad uno spezzone di lenza di lunghezza che và dai 20 ai 80cm, normalmente i pallini verso il fondo della corona sono posti più ravvicinati e ci permettono di sentire meglio in momento in cui la corona ha toccato il fondo del torrente, le varie montature le vedremo poi nella sezione "Montature", la corona è formata poi da un occhiello in alto ed una girella con moschettone in basso dove andremo ad agganciare il terminale - il pallettone, consiste in una palla di piombo forata, quindi scorrevole, che può avere grammature dal 5 ai 20gr in base alla portata del torrente, rispetto alla corona ha il vantaggio di incagliarsi di meno e per via della sua sfericità riesce agevolmente ad oltrepassare gli ostacoli - la spiralina, come funzione simile al pallettone, le grammature sono pressochè identiche ed ha il vantaggio di srotolarsi se si incaglia al fondo
montature tocco
Nel disegno a fianco vediamo 3 tipi di montature per la pesca al tocco:
1) a corona, montatura in genere più leggera che permette all'esca di seguire l'andamento della corrente
2) il pallettone, adatto per i torrenti con monti sassi affioranti ed una forte corrente
3) la spirale, un pò con le stesse funzioni del pallettone


Le esche
per la pesca al colpo si utilizzano diverti tipi di esche, per la maggior parte naturali o lavorate, è raro veder utilizzare esche artificiali anche se in taluni casi si possono utilizzare piccoli grubs bianchi che simulano una larva in corrente, ma qui parliamo per lo più di esche naturali, le più usate sono:

- Le camole da miele, innescate doppie o singole a seconda del tipo di amo e della sospettosità dei pesci, nella sezione "Inneschi" vedremo come andranno posizionate queste esche sull'amo, in genere per le camole và utilizzato un amo dall'6 al 12, a gambo medio, per misure più grandi (8 - 9 - 10) utilizzeremo l'innesco doppio, mentre per misure più piccole prediligeremo una singola camola. Per la conservazione dovremo tenerli in ambienti freschi come il frigorifero.

- Il lombrico di terra, anche questo largamente usato nella pesca al tocco, sopratutto in presenza di trote fario, anche qui andremo ad utilizzare un amo che và dal 6 al 12, ma preferibilmente a gambo lungo per poter innescare buona parte del lombrico sull'amo.
Li possiamo trovare nella terra umida, oppure nel letame lasciato a macerare nei campi. Per la conservazione dovremo tenerli in ambienti freschi, il frigo và più che bene, basta dargli un po’ di verdura. Un trucco è di mettere nel vasetto un po’ di fondo di caffé che li aiuterà a mantenere un colore scuro

- Il pesciolino, questa è un ottima esca per le fario, ove si può usare, poichè in alcune regioni è diventata esca vietata come anche tutte le esche derivate dai pesci (uova di salmone, placenta, ecc.); la specie più utilizzata è l'alborella di piccole dimensioni fino ad un massimo di 7cm, il pesciolino, se morto, dovrà essere innescato in modo da roteare in corrente, questo crea un'attrattiva speciale per i pesci.

- Le uova di salmone, quest'esca si trova facilmente in qualsiasi negozio di pesca, ne esistono di diversi colori e dimensioni, quelle più utilizzate sono di colore rosso o arancio oppure bianche o addirittura verdi nei laghetti sportivi, per le dimensioni possiamo scegliere quelle che più ci ispirano, magari acquistando un barattolo di rosse piccole ed uno di bianche grosse, ponete attenzione alla consistenza poichè alcuni tipi in commercio risultano trasparenti ed esplodono nell'innesco sull'amo. quest'esca è estremamente efficace e attirante se lascia in acqua un alone oleastro, per questo non lasciatele mai nel vasetto asciutte aggiungete olio d'oliva fino a coprirle tutte

- La placenta, questa è un'esca ormai di difficile reperibilità, ove è possibile utilizzarla, vedi regione Liguria, è possibile trovarne ancora dei vasetti, è un'esca efficacissima nei periodi invernali quando l'acqua è molto fredda, si prepara la sera prima della giornata di pesca, scongelandola, se è congelata, tagliandola a pezzi adatti per coprire l'amo, ed asciugandola con carta da cucina, un piccolo trucco è quello di cospargere i pezzi di placenta con zucchero, di modo da cristallizzarla e renderla più resistente sull'amo

- Il caimano, è un esca molto funzionale in torrente soprattutto su trote di recente immissione, la sua caratteristica è la corazza che è dura quindi molto più resistente di altre esche vermiformi, questa gli conferirà una rotazione molto veloce ed attirante, si innesca su ami che vanno dal 4 all 8 a gambo lungo, prestando attenzione a lasciare circa 1/3 dell'esca fuori dall'amo, di modo che possa girare quando adagiata in corrente. Attualmente esistono in commercio barattoli di caimani mummificati che essendo questi più morbidi di quelli vivi si adattano meglio alla pesca in torrente, sopratutto se il salmonide è un pò diffidente e tende a sputare le esche troppo dure.




- Al Galleggiante
la tecnica al galleggiante viene spesso utilizzata in ambienti fluviali caratterizzati da grosse buche o in ampi letti di fiume dove far stazionare la nostra esca, il più tempo possibile, in una zona raggiungibile solo lanciando è fondamentale, la tecnica a galleggiante può quindi essere stazionaria (nelle buche dove la nostra esca rimane stabile in assenza di corrente) o a passata (dove l'esca invece viene trascinata dal galleggiante in favore di corrente).

> Attrezzatura
La canna
Le canne per la pesca a galleggiante non devono avere requisiti particolari di flessibilità, azioni di punta o altro, è una tecnica generica che si adatta alla maggior parte dei pesci che possiamo trovare in un torrente, consiglio comunque canne abbastanza lunghe, sopratutto se vogliamo utilizzare un metodo a passata con galleggiante fisso, in questo caso, se la profondità della nostra zona di pesca è abbastanza elevata, intorno ai 5 o 6 metri ci risulta comodo avere una canna che superi, almeno di un metro, le profondità che andremo a sondare, in questo modo ci risulterà facile lanciare o anche solo appoggiare l'esca nel posto desiderato; per questa tecnica si posso utilizzare anche canne fisse che in questo caso dovranno avere una buona lunghezza (dai 6 ai 10 metri) di modo da poter posare l'esca ad una buona distanza da riva. Il mio consiglio è quello di optare su canne resistenti ma leggere con cimino flessibile e una buona manovrabilità, utilizzare canne troppo pesanti e poco maneggevoli ci affaticherebbero molto durante l'azione di pesca.
Nella tecnica a passata la funzione principale della canna è quella di rallentare il galleggiante durante il suo tragitto in corrente, di modo da dare al pesce la possibilità di abboccare all'esca, dovremo quindi manovrare la canna per tutto il tragitto dell'esca ponendo attenzione ai vari movimenti del galleggiante
.
canne galleggiante
Nell'immagine a fianco possiamo vedere 2 tipi di canne adatte per la tecnica a galleggiante:
1) Canna Bolognese, dotata di passanti e porta mulinello, adatta quindi a lanciare anche a lunghe distanze

2) Canna Fissa, quindi senza passanti e porta mulinello, dotata questa di una maggiore sensibilità rispetto alla Bolognese e non adatta a lunghi lanci, qui tutta l'azione di recupero del pesce viene fatta con la canna cercando di smorzare il più possibile le fughe della preda;
nel particolare vediamo gli anelli di punta dove andremo a legare la montatura;
particolarmente interessanti sono i modelli con elastico che ci permettono di smorzare meglio le partenze del pesce


Il mulinello
Per la pesca a galleggiante con la canna bolognese il mulinello rappresenta un attrezzo fondamentale nell'affrontare questa tecnica, esso dovrà essere robusto e di buona fattura, consiglio anche qui di fare riferimento alle marche più famose; tra i vari modelli andremo a scegliere un mulinello a bobina fissa, possibilmente con un avvolgimento a spire incrociate ed una buona frizione che ci permetterà di stancare le grosse prede prima di poterle guadianare.
Come dimensioni i più utilizzati e flessibili sono i 2500 e 3000 che ci permettono di caricare una buona quantità di filo dello 0,20 o 0,22, scegliamo modelli con bobine di ricambio di modo da poter utilizzare lo stesso mulinello con l'altra bobina caricata dello 0,18 o 0,16 per la pesca al barbo o al cavedano, essendo questi pesci più diffidenti, per la trota lo 0,20 è una misura standard che và benissimo.
Sulle frizioni possiamo optare su modelli con frizione posteriore o anteriore, quest'ultima è sicuramente più precisa e meno delicata, và però tarata sulla portata della lenza ad inizio sessione di pesca poichè ci risulterà poi difficile modificare la taratura della frizione a pesce allamato, quelli a frizione posteriore ci permettono di giocare con la frizione anche con il pesce in canna.
Il mulinello in fine deve essere ben bilanciato ed con una buona impugnatura sulla manovella
.
mulinelli galleggiante passata
Nell'immagine a fianco troviamo 2 mulinelli a bobina fissa:
1) a Bobina Fissa con frizione posteriore
2) a Bobina Fissa con frizione anteriore

per entrambi i modelli è importante controllare la portata del filo sulla bobina che viene in genere indicato sulla bobina stessa con le diciture:
 M200/20 o M200/0,20 che sta ad indicare 200 metri dello 0,20
oppure in Lbs (libre) e Yds (yards)
per conoscere la corrispondenza in millimetri (Mm) dei valori espressi in Libre (Lbs) basta moltiplicare il valore in Lbs x 0.025 sapremo così che:
- 6Lbs corrispondono a 0,15 Mm
- 7Lbs corrispondono a 0,18 Mm, e così via

per le misure in Yards (Yds) la conversione in Metri (Mt) và fatta moltiplicando il valore in Yds x 1.42 così avremo che:
- 130Yds corrispondono a 185 Mt
- 110Yds corrispondono a 130Mt, e così via



Le lenze
la lenza utilizzata in bobina per pesca a galleggiante in torrente è in genere un monofilo in nylon dello spessore che va dallo 0,14 allo 0,22, il diametro più utilizzato è certamente lo 0,20 per la pesca alla trota, mentre invece se vogliamo insidiare cavedano e barbi ci conviene scendere ad un diametro dello 0,16 sempre di buona qualità, sulla bobina andremo a caricare almeno 100mt di filo necessari per lunghe passate o lanci lunghi, nella sezione "Nodi" inseriremo una piccola spiegazione sul corretto imbobinamento.
Per i terminali andremo sempre ad utilizzare la regola del "- 0.02", cioè se in bobina avremo uno 0,20 per i terminali inizieremo con l'utilizzo di uno 0,18, se questo non avrà alcun effetto potremo scendere di altri 0.02 e così via fino a trovare il rapporto giusto per quel tratto di fiume e quel tipo di pesce.
Interessanti sono i monofili in fluorocarbon caratterizzati da un perfetto "mimetismo" in acqua, la loro trasparenza li rende praticamente invisibili, per capire se un filo è davvero di fluorocarbon basta bruciare un estremità e verificare che questo sciogliendosi crei una pallina di plastica, se invece della pallina il filo tende a contorcersi e a bruciare completamente prendendo fuoco, avremo in mano un semplice filo in nylon.

Gli ami
gli ami utilizzati per la pesca a galleggiante sono gli stessi già descritti per il "tocco", essi dipendono fondamentalmente dal tipo di esca usato, possiamo però dire che per la pesca al cavedano e al barbo è consigliabile utilizzare ami che vanno dal 10 al 12 montati su lenze dello 0,14 fino allo 0,08 di modo da non insospettire il pesce

I Galleggianti
In commercio esistono vari tipi di galleggianti di varie forme e dimensioni, per la passata in torrente consiglio un galleggiante affusolato che abbia una certa resistenza alla corrente, possiamo scegliere galleggianti di tipo inglese se la profondità è elevata e la canna a nostra disposizione non abbastanza lunga, questi hanno la caratteristica di essere scorrevoli e vengono utilizzati con uno stopper che li sblocca alla profondità desiderata, vedremo poi le varie montature nella sezione "montature".
Il mio consiglio, se si parla di torrente, magari con una certa portata d'acqua ed una buona corrente è quello di utilizzare un galleggiante fisso affusolato di grammatura che và da 1gr fino a 6gr per per le correnti più forti dove è necessario piombare bene la nostra montatura.
Esistono poi galleggianti a taglio i quali presentano tagli longitudinali che permettono l'inserimento dello stesso senza dover cambiare la montatura, questi vengono utilizzati per lo più su montature a tocco in caso abbiamo bisogno di sondare buche molto lontane dalla portata della nostra canna.
Un'altro consiglio è quello di prediligere galleggianti con la possibilità di inserire una starlight al posto dell'asticella, questi risulteranno utilissimi nel caso vogliamo cimentarci in una pesca notturna.
galleggianti passata
Nell'immagine a fianco vediamo alcuni tipi di galleggianti:
- la grammatura è indicata sul corpo di ognuno di essi con la dicitura Gr 1 o 2 o 3, ecc.
- alcuni modelli sono del tipo a blocco con asticella, questi non necessitano di gommino ferma filo poichè la lenza passa attraverso il galleggiante e viene bloccata dall'asticella stessa
- altri modelli sono del tipo con occhiello in alto e gommino per bloccare il filo
- la maggior parte dei modelli con asticella fissa (vedi gli ultimi 2 sulla destra) hanno la possibilità di sostituire la punta con una starlight
- per la pesca a torrente consiglio gli ultimi 2 modelli sulla destra in quanto molto affusolati e in grammature diverse a partire da 1 gr fino ad arrivare a 6 gr


I piombi
Quelli più comunemente impiegati sono i piombi sferici spaccati, cioè con un taglio nel quale si inserisce il filo della lenza: poi vengono serrati e dunque fermati sulla lenza stessa. Quanto a misure vanno dal n. 0 (i più grossi) al n. 13 (i più piccoli).
Montando i piombini spaccati sul filo occorre fare attenzione che questo si inserisca bene nella scanalatura; poi vanno fissati esercitando una lieve pressione sulle due metà, evitando di premere eccessivamente con pinze e simili, altrimenti il filo si rompe subito o comunque si spezza al primo strattone del pesce.
Ci sono poi i piombini detti styl, a forma di cilindretti: meno versatili, vengono impiegati soprattutto per montature ultraleggere, per esempio nella pesca all'alborella, hanno misure che vanno dal 12 (i più piccoli) al 20.
Le torpille sono piombi a forma di goccia, scorrevoli. Vanno dalla misura piccola di 0,25 g a quella più grande di 18 g. Anche questo tipo di piombi consente all'esca di scendere velocemente sul fondale evitando la minutaglia che stazione in superficie o a mezz'acqua. Adatti anche nelle correnti molto forti.


Le esche

in questa sezione parleremo delle esce utilizzate per la pesca al cavedano e al barbo, le esce che la pesca alla trota sono già state descritte nella sezione Esche per la tecnica al Tocco e non differiscono nella tecnica a Galleggiante, mentre invece per insidiare Barbi e Cavedani si utilizzeranno per lo più esche naturali di facile reperimento:

- Il lombrico di terra, esca plurifunzionale anche per la pesca a galleggiante, sopratutto in presenza di barbi i quali ne sono ghiotti, anche qui andremo ad utilizzare un amo che và dal 8 al 12, preferibilmente a gambo lungo per poter innescare buona parte del lombrico sull'amo.
Li possiamo trovare nella terra umida, oppure nel letame lasciato a macerare nei campi. Per la conservazione dovremo tenerli in ambienti freschi, il frigo và più che bene, basta dargli un po’ di verdura. Un trucco è di mettere nel vasetto un po’ di fondo di caffé che li aiuterà a mantenere un colore scuro.

- Il pesciolino, questa è un ottima esca per i grossi cavedani da preferirsi vivo ed allamato sotto la pinna dorsale o nel labbro superiore, vedremo nella sezione "inneschi" le varie tipologie di allamature; la specie più utilizzata è l'alborella di piccole dimensioni fino ad un massimo di 7cm.

- Le amarene, ottima esca per la pesca al cavedano previa una buona pasturazione iniziale o meglio nei giorni precedenti, viene innescato senza nocciolo su ancoretta di dimensioni adatte all'amarena che avremo a disposizione, meglio qui utilizzare un ago per poter infilare l'amarena dalla parte del terminale di modo da mantenerla intatta

- Il sambuco, un'altra esca altrettanto efficace per il cavedano nel periodo estivo, quando questo sarà maturo potremo pasturare la zona interessata ed utilizzare i chicchi più grossi per la nostra montatura che dovrà essere il più leggera possibile, all'amo andremo ad innescare uno o massimo due chicchi di sambuco.

- Il bigattino o cagnotto, un'altra esca plurivalente adatta sia per il cavedano che per il barbo e per altri tipi di pesce che in genere troviamo in torrente quali il vairone, la scardola, ecc. Anche questo è molto efficace previa pasturazione che non potrà superare la quantità di 1kg per pescatore, ove permesso utilizzarlo, e qui parliamo dei tratti di torrente dichiarati a Ciprinidi. Il bigattino và innescato per la "coda" lasciandolo libero di muovesi sull'amo, normalmente si innescano dai 2 ai 4 o 5 bigattini in funzione dell'amo che utilizzeremo.

- la tipula o gattina, esca di difficile reperimento ma estremamente efficace per i grossi barbi, questa viene innescata su ami del 10 o 12 attraversando delicatamente gli strati superficiali della pelle in prossimità del capo, l'amo rimarrà per lo più scoperto ma il movimento che produrrà l'insetto in acqua sarà per i pesci irresistibile.



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