Collezionismo Pesca

Una passione per pochi...ma buoni

Collezionare materiale da pesca d'epoca e' un'attivita' per molti aspetti appagante, che richiede sensibilita', documentazione ed impegno costante.  E' un recupero, attraverso l'antico, di un'immagine di una dimensione dell'uomo piu' vicina a se' stesso, che centri commerciali, pubblicita', cellulari e molto altro ci stanno facendo dimenticare. E' una passione per pochi, in cui nessuno diventa ricco: chi decide di dedicarvisi lo fa solo per crescere dentro.

Questa e' un po' una prova, per vedere quale interesse effettivamente c'e' fra il pubblico per i vari settori della pesca. In effetti, Wwwlaghi cerca di percorrere ogni canale (tranne la pesca col tritolo e con i tremagli per ovvie ragioni). Si e' provato il 29 e 30 maggio 2010 ad imbastire una prima edizione di "Pesca d'Epoca", una manifestazione dedicata principalmente al collezionismo: non é andata male, considerando che si e' trattato di una I edizione. Probabilmente replicheremo. Intanto, si e' deciso di dedicare un pò di spazio su sito agli amici collezionisti, anche per ringraziarli della collaborazione prestata. Gli spazi per ora sono dedicati principalmente al settore mulinelli, in quanto si tratta solo di un inizio. Se avremo un minimo di riscontro andremo ad ampliare con canne e molto altro. Ora trascriviamo integralmente la lettera che ci ha mandato Renzo, uno dei migliori collezionisti/riparatori di mulinelli antichi dei tutt'Italia.

Renzo, al contrario di molti altri, non e' affatto geloso della Sua passione, e sogna di vederla un giorno diventare l'obiettivo di centinaia di appassionati: chi e' in possesso di materiale da pesca datato o volesse intraprendere l'attivita' di collezionista, può contattarlo direttamente al numero 340/3655424.   

 

Ciao a Tutti,

Sono Renzo vivo in provincia di Genova e da oltre trenta anni sono riparatore e collezionista di antichi mulinelli da pesca Italiani, partecipo a tutte le manifestazioni sul tema che si svolgono in Italia, ed essendo pensionato ho la possibilità di dedicare molto tempo a questa passione che riesco a finanziare facendo il riparatore sia dei mulinelli “moderni” che revisionando e restaurando vecchi ricordi che arrivano al mio piccolo ma attrezzato laboratorio da colleghi sparsi per tutto il paese.

Quando l'Amico Tony, mi ha chiesto di scrivere un articolo sul Collezionismo dei Mulinelli Antichi, non ho saputo resistere alla tentazione e mi sono messo subito a lavoro per cercare di far sapere ai lettori quale emozione questo oggetto riesce a trasmettere.

Fra tutte le attrezzature per la pesca sportiva, il mulinello è lo strumento in cui estetica e funzionalità si sono sempre integrate con maggiore evidenza. Dai primi semplici rocchetti di legno del XVIII secolo ai sofisticati congegni dei giorni nostri, è certamente il più apprezzato frutto della sinergia fra tecnica e stile.

Fedele specchio di ogni epoca, ciascuno di loro è in grado di descrivere quali esigenze e consuetudini ne abbiano stabilito le scelte tecniche e quali modelli di vita siano riflessi nel suo design. Il suo innegabile fascino dunque, risiede senz'altro in questa straordinaria capacità di “raccontare”la storia. Impugnare un vecchio mulinello godere dei suoi dettagli stilistici, studiarne la meccanica, sono emozioni che vanno ben oltre il semplice piacere del possesso, ed in questa ottica romantica, anche alcuni suoi aspetti deteriori possono essere, entro certi limiti apprezzabili: cosa meglio di una laccatura un po' consunta o di un pomello logorato possono evocare immagini di personaggi, luoghi ed emozioni vissute?

   

Pezzi di pregio: Artiglio, Carcor, Spem

 

Collezione privata: mulinelli vari

 

Zangi

   
Cargem   Alcedo   Collezione Nettuno
 

Qualche cenno storico sui mulinelli....

Il primo antenato del mulinello fu probabilmente uno stecco intorno al quale un pescatore aveva avvolto la lenza. Già nell'antico Egitto, il filo veniva trattenuto in modo ordinato su un pezzo di legno o di osso provvisto di perni alle estremità. In un dipinto dell'artista Ma Yuan, della dinastia Sung (960 – 1280), un pescatore utilizza chiaramente una canna provvista di mulinello e sembra che in Cina questo fosse in uso fin dal 300 d.C.

Per quanto riguarda i mulinelli Occidentali, non esiste, o non si conosce un inventore. Nei vari trattati Inglesi del Seicento si parla del mulinello, chiamandolo winch (verricello) o Wind (dal verbo omonimo che significa girare, avvolgere), come di uno strumento che si era andato evolvendo via via nel tempo. Le prime menzioni abbastanza chiare sembrano essere quelle contenute nell'Art of Angling di Baker (1651; winch) e nel compleat Angler di Walton (1655; Wheele, nel capitolo sulla pesca del salmone). La prima illustrazione è invece quella dell'incisione che si trova sul frontespizio del The Experienced Angler di Robert Venables del 1662, ma non è ben chiaro quale fosse l'uso dello strumento rappresentato.

La storia del mulinello in Italia comincia nella seconda metà degli anni Trenta, con modelli a carattere artigianale, a tiratura limitata, prodotti da aziende di piccole dimensioni del Nord, sopratutto nella zona intorno a Milano e Torino. Del 1929 è un modello a bobina rotante diffuso dalla ditta Zucchetti di Torino mentre in precedenza, per l'avvolgimento del filo, venivano impiegati strumenti in legno spesso rudimentali come gli aspi, le molagne (o trotiere, inizialmente prodotte in legno stagionato di mogano e ottone) o il cosiddetto “quadrato”.

I primi mulinelli a bobina fissa, sulla scorta dei modelli nati trenta anni prima in Inghilterra, tendevano a imitare ciò che in Italia arrivava da Germania, Svizzera, Francia e anche Cecoslovacchia.

Un ringraziamento particolare va a Giorgio Cavatorti dai quali prestigiosi libri ho attinto a piene mani le fonti letterarie.

Una raccomadazione...

Se avete un vecchio mulinello anche non funzionante non buttatelo via, potrebbe servire per completarne un'altro e contribuire a salvare un patrimonio che altrimenti andrebbe PERDUTO.

 

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