Collezionismo PescaCollezionare materiale da pesca d'epoca e' un'attivita' per molti aspetti appagante, che richiede sensibilita', documentazione ed impegno costante. E' un recupero, attraverso l'antico, di un'immagine di una dimensione dell'uomo piu' vicina a se' stesso, che centri commerciali, pubblicita', cellulari e molto altro ci stanno facendo dimenticare. E' una passione per pochi, in cui nessuno diventa ricco: chi decide di dedicarvisi lo fa solo per crescere dentro.Questa e' un po' una prova, per vedere quale interesse effettivamente c'e' fra il pubblico per i vari settori della pesca. In effetti, Wwwlaghi cerca di percorrere ogni canale (tranne la pesca col tritolo e con i tremagli per ovvie ragioni). Si e' provato il 29 e 30 maggio 2010 ad imbastire una prima edizione di "Pesca d'Epoca", una manifestazione dedicata principalmente al collezionismo: non é andata male, considerando che si e' trattato di una I edizione. Probabilmente replicheremo. Intanto, si e' deciso di dedicare un pò di spazio su sito agli amici collezionisti, anche per ringraziarli della collaborazione prestata. Gli spazi per ora sono dedicati principalmente al settore mulinelli, in quanto si tratta solo di un inizio. Se avremo un minimo di riscontro andremo ad ampliare con canne e molto altro. Ora trascriviamo integralmente la lettera che ci ha mandato Renzo, uno dei migliori collezionisti/riparatori di mulinelli antichi dei tutt'Italia. Renzo, al contrario di molti altri, non e' affatto geloso della Sua passione, e sogna di vederla un giorno diventare l'obiettivo di centinaia di appassionati: chi e' in possesso di materiale da pesca datato o volesse intraprendere l'attivita' di collezionista, può contattarlo direttamente al numero 340/3655424.
|
||||||||||
|
Pezzi di pregio: Artiglio, Carcor, Spem |
Collezione privata: mulinelli vari |
Zangi |
||
![]() |
||||
| Cargem | Alcedo | Collezione Nettuno |
| Qualche cenno storico sui mulinelli.... Il primo antenato del mulinello fu probabilmente uno stecco intorno al quale un pescatore aveva avvolto la lenza. Già nell'antico Egitto, il filo veniva trattenuto in modo ordinato su un pezzo di legno o di osso provvisto di perni alle estremità. In un dipinto dell'artista Ma Yuan, della dinastia Sung (960 – 1280), un pescatore utilizza chiaramente una canna provvista di mulinello e sembra che in Cina questo fosse in uso fin dal 300 d.C. Per quanto riguarda i mulinelli Occidentali, non esiste, o non si conosce un inventore. Nei vari trattati Inglesi del Seicento si parla del mulinello, chiamandolo winch (verricello) o Wind (dal verbo omonimo che significa girare, avvolgere), come di uno strumento che si era andato evolvendo via via nel tempo. Le prime menzioni abbastanza chiare sembrano essere quelle contenute nell'Art of Angling di Baker (1651; winch) e nel compleat Angler di Walton (1655; Wheele, nel capitolo sulla pesca del salmone). La prima illustrazione è invece quella dell'incisione che si trova sul frontespizio del The Experienced Angler di Robert Venables del 1662, ma non è ben chiaro quale fosse l'uso dello strumento rappresentato. La storia del mulinello in Italia comincia nella seconda metà degli anni Trenta, con modelli a carattere artigianale, a tiratura limitata, prodotti da aziende di piccole dimensioni del Nord, sopratutto nella zona intorno a Milano e Torino. Del 1929 è un modello a bobina rotante diffuso dalla ditta Zucchetti di Torino mentre in precedenza, per l'avvolgimento del filo, venivano impiegati strumenti in legno spesso rudimentali come gli aspi, le molagne (o trotiere, inizialmente prodotte in legno stagionato di mogano e ottone) o il cosiddetto “quadrato”. I primi mulinelli a bobina fissa, sulla scorta dei modelli nati trenta anni prima in Inghilterra, tendevano a imitare ciò che in Italia arrivava da Germania, Svizzera, Francia e anche Cecoslovacchia. Un ringraziamento particolare va a Giorgio Cavatorti dai quali prestigiosi libri ho attinto a piene mani le fonti letterarie. Una raccomadazione... Se avete un vecchio mulinello anche non funzionante non buttatelo via, potrebbe servire per completarne un'altro e contribuire a salvare un patrimonio che altrimenti andrebbe PERDUTO.
|