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Qualche riflessione sui Cormorani e non solo...

Qui non si tratta più dell’arrabbiatura di qual che pescatore con un brutto carattere, il cormorano sta veramente creando dei pericolosi vuoti a livello di ecosistema, e la colpa non è certo sua.
Esiste un problema di impoverimento del mediterraneo per quanto riguarda le prede degli uccelli marini ittofagi, che causa un incremento esponenziale dello spostamento di gabbiani e cormorani verso l’entroterra.
Se fosse tuttavia solo una questione di numeri, forse l’impatto sarebbe ancora sostenibile.
Purtroppo, altre all’incremento numerico, esistono altri gravi fattori, tanto per cambiare, sempre di origine antropica.
Infatti, la predazione effettuata dai questi uccelli ittiofagi, che in situazioni normali potrebbe essere sostenibile, diventa catastrofica in presenza di corsi d’acqua modificati malamente o mal strutturati, realtà che calza come un guanto al 90% dei nostri torrenti.
Quanto sopra non riguarda solo il cormorano, ma la maggior parte degli uccelli ittiofagi.: l’impatto che procuravano aironi cinerini e garzette, ad esempio, una volta a buon diritto poteva essere considerato trascurabile.
All’attualità, lo spianamento degli alvei e le continue captazioni d’acqua selvagge, ha fatto di questi uccelli degli inesorabili killer.
In presenza di alvei spianati e di tratti di asciutta, l’abitudine di cormorani e gabbiani di cacciare spesso in branco diventa un flagello per le popolazioni delle poche buche rimaste, dove il pesce, specie nel periodo estivo, finisce inevitabilmente per ammassarsi.
Gli stessi politici che continuano a non ostacolare le lobbies di saccheggiatori di ghiaia e a proteggere gli interessi di chi preleva acqua ben oltre le soglie fissate per legge sul DMV (deflusso minimo vitale), adesso evitano anguillescamente qualunque decisionalità nei confronti degli uccelli ittiofagi.
Eppure vi sono dati che non possono essere messi in discussione come, ad esempio, l’esponenziale diffusione delle colonie di cormorani nelle zone adiacenti ai nostri torrenti.
In Svizzera, anche se il problema è meno grave a causa della migliore salute dei corsi d’acqua, le autorità competenti si sono efficacemente attivare per fronteggiare il problema.
Protocolli di intesa fra Confedereazione, cantoni, pescatori ed ornitologi hanno consentito l’organizzazione di efficaci e continue azioni di disturbo nei dormitori; anche le norme sulla caccia consentono l’abbattimento del cormorano, sia pure con alcune sensatissime limitazioni.
Sarà un grande giorno quando il termine “sensatissimo” potremo usarlo anche nei confronti del provvedimento di qualche nostra istituzione.
Purtroppo qui niente di tutto ciò, al di fuori di una serie inimmaginabile di inutili parole: a farla da padrone, come sempre, il timore di scontrarsi con alcuni animalisti dell’ultima ora.
Già, sembra incredibile, ma all’interno del mondo animalista, categoria in genere degna della massima stima, esistono purtroppo alcuni elementi che considerano animali di serie “A” (caprioli dagli occhioni dolci, teneri cerbiatti, uccellini colorati, eleganti trampolieri) e animali di serie “B” (vitelli, insetti, gallinacei, pesci, ecc.).
Nessuna considerazione, naturalmente, neppure per la distruzione di interi ecosistemi ittici da parte dei nobili cormorani.
Per dirla tutta sulla grettezza di costoro, qualcuno ha avuto anche da ridire sui piani di eradicazione del pesce siluro che sta compiendo dei veri e propri disastri in materia di biodiversità sull’ittiofauna presente.
Ebbene, che lo si creda o no, queste associazioni hanno un notevole potere di dissuasione verso le nostre autorità, già di loro molto pigre quando di tratta di intervenire con decisione.
In alcune Province, addirittura, qualcuno che si è permesso di sollevare il problema è andato incontro ad indispettite reazioni di insofferenza: evidentemente il concetto vigente è “la soluzione migliore del problema è evitare di parlarne”.
Come spesso succede in questi casi, un comportamento menefreghista e superficiale va a generarne, da parte avversa, uno irresponsabile e crudele: sono stati trovati centinaia di ami, innescati con pesce fresco, per sopprimere i cormorani.
Tale scellerata pratica provoca al malcapitato uccello una morte orribile, con un’agonia che spesso dura molte ore, trascorse nel vano tentativo di liberarsi di un amo piantato in gola: un risultato di cui gli “animalisti dell’ultima ora” possono giustamente andare fieri.
Fortunatamente tale pratica non provoca che un numero limitato di vittime, causa la spiccata predilezione del cormorano per il pesce ancora vivo,
E’ necessario che tutti i pescatori si facciano promotori affinché finalmente vengano presi da Regioni e Province provvedimenti sensati, magari, utilizzando per una volta un pò di umiltà, prendendo esempio dalle pratiche già utilizzate in Svizzera.
Per quanti ci riguarda, non possiamo che sperare che questo articolo faccia entrare un po’ di buon senso nella testa di qualcuno: restare a guardare, in certi casi, è un atteggiamento inaccettabile.




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